cerca
Barone basalu  5 1 cutok
Dove
Maglie

Oh che bel castello! 6 - Il castello Basalù

Proposto da: FIAB Maglie - IL CICLONE

Domenica 25 settembre alle ore 7.30 partiremo da Piazza Aldo Moro, Maglie per raggiungere il castello di Specchia Gallone. Il percorso sfrutta la fitta rete di stradine di campagna, prevalentemente asfaltate, che innerva il territorio salentino ed è di lunghezza complessiva di circa 30 km.

Palazzo Gallone, oggi chiamato Palazzo Basalù, fu costruito nel XVI secolo dal feudatario Gian Battista Gallone e, nel corso degli anni, divenne proprietà prima della famiglia Sangiovanni e, per ultimo, della famiglia Basalù. Il palazzo presenta stanze di ampie dimensioni, tutte con volte a botte e a stella da cui si accede attraversando il portone principale; quest’ultimo, a sua volta, dà accesso ad un atrio e ad un’ampia corte, in cui troviamo anche un giardino con mura di cinta medioevali e un esteso agrumeto. L’intero palazzo conserva a tutt’oggi le caratteristiche architettoniche del tempo, senza aver subito alcun intervento.

Il cognome Basalù è stato presente in Terra d'Otranto già prima del XVII secolo ed è un misto di leggenda e di storia.

Leggenda

Si vuole che i Turchi nel XV secolo attaccassero costantemente le nostre coste adriatiche distruggendo vite e monumenti di ogni borgata o città che trovavano sul loro cammino. Si ricorda l'eccidio degli 800 Martiri di Otranto, la morte del Conte Giulio Acquaviva, la distruzione di Muro Leccese, e via dicendo. La leggenda vuole, come scritto dal Nicola Maria De Donno nella prima metà dell'800, che il suo cognome era identificato anche come De Donno Bascià. Bascià deriva da Basalù o meglio Pascià un titolo onorifico prettamente turchesco. Si pensa che, durante l'assedio di Otranto nel XV, un turco si ribellò agli ordini del sultano Akmet Bascià e per tale motivo il sultano gli inviò un laccio (ossia una condanna a morte). Tale turco per sfuggire alla morte si nascose nella zona del magliese e qui ebbe la sua discendenza identificata nei De Donno Bascià (alias Basalù). Poi un po' come il libro "il Codice da Vinci" abbiamo una prova storica: nello stemma di questa famiglia compaiono sette mezze lune rovesciate .....

Storia

Il commercio veneziano usufruì di una fitta rete di consolati e vice-consolati. I mercanti della Repubblica erano abituati a trovare nelle piazze estere un rappresentante della madre patria incaricato di vegliare su di loro. La struttura consolare veneziana era basata su una vera e propria rete, formata appunto da consoli, vice consoli e semplici agenti, all'interno della quale le informazioni circolavano abbondanti e veloci. I veneziani distinguevano i loro consolati in base alla ubicazione, tra quelli di Levante, di Ponente e del Golfo.

Tutta la costa e l'immediato entro-terra erano costellati di porti e città dove si trovavano rappresentanti veneti come per esempio ad Ancona e a Pescara ed in giù, Francavilla, Ortona, Lanciano, Chieti (sede del consolato abruzzese), Vieste, Manfredonia, Foggia Barletta, Trani, Bisceglie, Molfetta, Giovinazzo, Bari, Mola, Monopoli, Ostuni, Brindisi, Lecce, Otranto, Gallipoli ed infine Taranto.

La famiglia veneta Basalù detenne il consolato di Otranto dal 1562 al 1798 e nominava i vice-consoli ad Ostuni, Brindisi, Lecce, Gallipoli e Taranto.

 

Gita (1g) Fino a 40 km Facile