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Parma

PedalArt PARMA2020: PR5 Petrarca tra cultura e silenzio

Proposto da: FIAB Parma - Bicinsieme

Il percorso fa scoprire i luoghi di Parma, di Monticelli Terme e della Val d’Enza con il Tempietto di Selvapiana, in cui Petrarca  è vissuto per circa dieci anni, un fatto poco noto.

https://www.tourer.it/itinerari?id=1

 

Ritrovo e registrazione ore 8.30 Piazzale Dalla Chiesa (davanti alla Cicletteria), stazione dei treni di Parma; partenza ore 9.00

Si inizia visitando Parma dove Petrarca arriva nel maggio del 1341 in compagnia di Azzo da Correggio che ha appena conquistato la città, strappandola al dominio momentaneo degli Scaligeri di Verona. Petrarca è reduce dall’incoronazione poetica in Campidoglio, ottenuta dopo essere stato esaminato da Roberto d’Angiò a Napoli. E’ un ingresso trionfale, come si può vedere nel bell’affresco che si può osservare nella Sala Maria Luigia della Biblioteca Palatina. Il percorso inizia dal  Complesso della Pilotta  , fatto costruire dal duca Ottavio Farnese alla fine del ‘500. Sarà Maria Luigia a far affrescare da Stanislao Campana nel 1834 la scena dell’arrivo a Parma di Petrarca affiancato dai tre fratelli Da Correggio. La stessa sovrana fa erigere tra il 1835 e il 1840 il tempietto di Selvapiana nel posto dove Petrarca aveva la sua dimora.    Dalla Pilotta ci si sposta al Duomo  . Al tempo di Petrarca il Duomo e il Battistero avevano lo stesso aspetto di oggi. Nel XIV secolo la città attraversa momenti alquanto turbolenti. Nel 1316 era stato cacciato Gilberto da Correggio, che aveva tentato di stabilire una Signoria a Parma, poi aveva preso il sopravvento la famiglia Rossi che, dopo aver eliminato le famiglie rivali, era riuscita a governare la città per 13 anni alleandosi prima con il legato papale Bertrando del Poggetto, poi con l’imperatore Ludovico il Bavaro, infine con Giovanni di Boemia e suo figlio Carlo. Passando lungo la parete esterna della Cattedrale, dal lato del campanile e del Battistero, giungiamo davanti ad un’entrata laterale della chiesa. Proprio all’ingresso troviamo una cappella, dedicata a Sant’Agata. Lì, a sinistra dell’altare, si staglia un sontuoso cenotafio, fatto erigere nel 1709 dal canonico Nicolò Cicognari (ed inaugurato nel 1713). Il monumento, sotto il busto del poeta, riporta una dotta iscrizione in latino in cui è messo in evidenza che Petrarca fu arcidiacono della Cattedrale. Nel 1348 era stato insignito della carica di arcidiacono, dal 1346 era canonico.     Imbocchiamo  borgo del Correggio  , già borgo degli Uccellacci, antica strada che nel Medioevo era probabilmente fornita di portici, e svoltiamo per borgo del Petrarca (già borgo San Giovanni). Al n°9 abitava il Petrarca, in una casa che gli era stata assegnata in usufrutto proprio in quanto arcidiacono della Cattedrale. Sopra il balcone del primo piano è visibile una semplice lapide con un piccolo busto dello scrittore.   Sulla sinistra della strada si apre un borghetto che prende il nome di Santo Stefano. Santo Stefano è la chiesa, oggi sconsacrata, in cui si recava spesso Francesco. Quella esistente ai suoi tempi venne rifatta nel XV secolo ed aveva una pala d’altare raffigurante la  Madonna col Bambino in gloria tra i santi Stefano e Giovanni Battista,  dipinta da Michelangelo Anselmi dopo il 1530, ora conservata al Louvre.   E’ vistabile in un cortile la Vergine del Petrarca dove si trova una fontana sormontata da una preziosa statua della Madonna col Bambino di scuola antelamica, posta in una nicchia addossata al muro di cinta.   Osserviamo i tratti dei volti e le pieghe delle vesti e confrontiamoli con quelli dello stesso soggetto scolpiti da Antelami per la lunetta del portale settentrionale del Battistero, per l’Abbazia di Fontevivo e per il Duomo di Fidenza. A questa Madonna si sarà ispirato probabilmente il Petrarca per comporre una delle sue poesie.   Usciamo dal cortile dopo aver ammirato la struttura dell’antica chiesa quattrocentesca e dirigiamoci verso la piazzetta, dove possiamo vedere il campanile. Proseguiamo dirigendoci sotto l’arco che sbuca in via Repubblica (già strada San Michele). Pressappoco in questo luogo (tra via Repubblica e via al Collegio Maria Luigia ) sorgeva la casa che il Petrarca aveva comprato pochi anni dopo il suo arrivo a Parma. Era una casa con giardino attraversato dalla Canalazza, che scendeva lungo la stessa strada provenendo dallo Stradone.

A Parma Petrarca pensa di stabilirsi per sempre. Fa venire il figlio Giovanni che affida al maestro di grammatica Moggio Moggi. In questo periodo si dedica intensamente alla produzione letteraria: opere come l’  Africa , i  Rerum memorandarum libri , molti sonetti e canzoni risalgono al suo soggiorno parmense. A Parma, colpita dalla peste, egli apprende della morte di Laura ad Avignone. Il suo sogno di condurre a Parma e in Val d’Enza una vita serena, dedita alla riflessione filosofica e alla scrittura di testi in latino e in volgare, si infrange a causa delle discordie e delle guerre tra i vari Signori per il possesso del Parmense. Inoltre, si instaurano rapporti difficili con il vescovo Ugolino Rossi, la cui famiglia era in perenne lotta con i Da Correggio. Si esce da Parma per via Duca Alessandro, via Montebello, Via Buddelungo, Coloreto, Malandriano, Monticelli. Qui si sosta a Villa Micheli Mariotti. Si riprende la ciclabile che porta a Basilicagoiano. Si prende via Lunga e poi si svolta sx per via Boceti immettendosi svoltando a sx su via Solari. Si prosegue per poi deviare a sx su Strada del Bottone che porta  a Vignale e ci si immette nella provinciale svoltando a sx (attenzione, traffico). (Opzione: svoltando a dx  verso Traversetolo, dopo 300 m sulla sx si prende la strada che in salita porta a Guardasone (https://it.wikipedia.org/wiki/Guardasone)).   A sx si segue al starda provinciale (attenzione che porta al ponte sull'Enza e si raggiunge S. Polo (31 Km) di cui si visita il centro storico. Si prende la pista ciclabile che costeggia l’Enza e un canale di irrigazione e arriva in 6 Km oltre Ciano d’Enza. Qui, ci si immette sulla strada provinciale (attenzione, Traffico) che si segue per 1 km fino a Cerezzole. Si svolta a sx per Selvapiana in sostenuta salita per 1.5 Km. Si seguono le indicazioni per il Tempietto Petrarca su strada sterrata in discesa che si raggiunge in 0.5 km. Il Tempietto e la casa del custode sono stati recentemente riportati all’antico splendore e il luogo è di grande fascino.

Km 80

https://www.gpsies.com/map.do?fileId=snvbhqhwgmmkcncn

 

Registrazione: soci FIAB 3 euro (ass. infortuni+cartina PedalArt), non soci 5 euro (ass. infortuni+RC+ cartina PedalArt.

Casco consigliato, bici in ordine, camera d’aria di scorta.


IMPORTANTE: LA FIAB NON E' UNA AGENZIA VIAGGI. QUINDI TUTTI I PARTECIPANTI SONO CHIAMATI A CONTRIBUIRE ALLA BUONA RIUSCITA DELLA GITA RISPETTANDO LE REGOLE DEL CODICE DELLA STRADA E LE INDICAZIONI DEL CAPOGITA. CHI DECIDE DI ABBANDONARE IL GRUPPO DEVE AVVISARE IL CAPOGITA. LE COPERTURE ASSICURATIVE NON SARANNO PIU' VALIDE

 

 

Gita (1g) Da 60 a 80 km Medio